Le “due sessioni” (liang hui, 两会) – ovvero le sedute annuali dell’Assemblea nazionale del popolo e della Conferenza nazionale politico-consultiva, rispettivamente il supremo organo legislativo e il supremo organo consultivo della Repubblica popolare cinese (Rpc) – si sono tenute quest’anno tra il 3 e il 13 marzo, con la partecipazione di oltre 5.000 delegati.
Seconde per importanza soltanto alle sessioni plenarie del Comitato centrale del Partito comunista cinese (Pcc), le due sessioni – in particolar modo quella dell’Assemblea – sono di norma attese con vivo interesse dagli osservatori internazionali, in quanto vi vengono definite le politiche legislative, economiche e giudiziarie che determineranno il concreto funzionamento del sistema-paese.
L’esito quest’anno ha, almeno in parte, deluso: mentre ci si aspettava il varo di un robusto pacchetto di riforme economiche e giuridiche, al centro delle assise sono stati l’annuncio dell’adozione di un modello di crescita economica basato sul concetto di “nuova normalità” e la revisione della Legge sulla legislazione e di quella sulla tutela ambientale. Tuttavia, le due sessioni di quest’anno non sono state, in realtà, di minore importanza rispetto a quelle del passato.
OrizzonteCina Vol.6 n. 2 si concentra proprio su questo tema:
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