La persecuzione razziale operata dal regime fascista occupa un posto limitato nella memoria storica e giuridica del nostro paese. Eppure, l’odio razziale, per più... Read More
A partire dall’agosto 2017, il Tatmadaw, cioè l’esercito birmano, ha condotto una serie di brutali “operazioni di pulizia” (clearance operations), essenzialmente campagne di terra... Read More
[IT] Nonostante l'adozione di un'apposita Convenzione da parte delle Nazioni Unite nel 1948, l'impiego del termine 'genocidio' continua a generare confusione e ambiguità – non solo in ambito legale – come sottolineato da Marzia Ponso, ricercatrice e docente di Storia contemporanea presso l'Università degli Studi di Torino. Se la Convenzione…
Stefano Ruzza and Giuseppe Gabusi (T.wai & University of Torino) discuss about Myanmar's political transition in the article "Authoritarian resilience through top-down transformation: making sense of Myanmar's incomplete transition".
Stefano Ruzza (T.wai & University of Torino) is author of the chapter "Myanmar" in the first edition of "Comparing Peace Processes", a comparative survey of 18 contemporary peace processes conducted by leading international scholars and edited by Alpaslan Özerdem and Roger Mac Ginty.
“Pur restando rivali strategici, Trump e Xi mostrano una sorprendente convergenza su alcuni elementi fondamentali: scetticismo verso l’universalismo liberale (e verso le sue infrastrutture), centralità dello Stato e personalizzazione del potere.
Le differenze strutturali tra Stati Uniti e Cina rimangono enormi ma il linguaggio strategico dei due sistemi appare oggi più compatibile rispetto all’epoca di Bush, Obama o Biden, e potrebbe aprire alla possibilità non di una riconciliazione, ma a una sorta di competizione gestita tra le due principali potenze globali.”