In un celebre articolo dedicato alla “resilienza dell’autoritarismo” (authoritarian resilience) del 2003, il politologo Andrew Nathan,[1] prendendo le distanze dal tradizionale dibattito sulla capacità... Read More
Poiché l’ideologia rappresenta uno strumento ancora estremamente importante per il Partito comunista cinese, ciascuno dei suoi leader ha sinora consegnato alla storia un proprio... Read More
Lo scorso luglio il Pew Research Center pubblicava i risultati dell’edizione 2017 di una inchiesta campionaria sulla percezione della Cina in 38 paesi del... Read More
[IT] Il 19° congresso nazionale del Partito comunista cinese non ha soltanto confermato Xi Jinping alla carica di Segretario generale e Presidente della Commissione militare centrale: l’ha di fatto consacrato in una posizione di primus inter inferiores che non ha precedenti nella vicenda politica cinese degli ultimi vent’anni.
It would be erroneous to see Southeast Asia as little more than an object for strategic competition between Beijing, on one hand, and Washington and its allies, on the other.
“In the short term, the deals allow Iran to place pressure on countries not to become militarily involved alongside the U.S. and Israel, while at the same time easing pressure on Tehran by acting as a potential source of revenue and allowing for Iranian oil sales to continue. […] It’s part of the bargain between China and Iran: one can offer diplomatic protection and support while the other ensures the upkeep of providing oil.”